giovedì 5 aprile 2012

Break ossa rotte


Break ossa rotte

Hannah Moskowitz

Il romanzo è scritto da una quindicenne e narra di una famiglia molto particolare: madre, padre e tre figli maschi: Jonah, 17 anni, Jesse, 16 anni e il piccolo Willa di 8 mesi.

Jesse è allergico a molti cibi e il solo contatto con uno di essi lo fa andare all’ospedale.

Jonah è molto protettivo nei confronti nei confronti di Jesse, quasi ossessivo.

Il fratellino più piccolo piange in continuazione, notte e giorno, e mette a dura prova tutta la famiglia.

I due genitori, assenti in quanto presi dalle loro attività, sono sostituiti da Jonah che si occupa di tutto e di tutti.

E così, secondo la filosofia del confucianesimo per cui se uno della famiglia diventa più forte tutti diventano più forti, Jonah decide di rompersi di proposito tutte le ossa perchè ritiene che quando si salderanno saranno più forti.

Due sono le figure femminili presenti: Naomi che non solo accompagna Jonah nella sua tragica missione ma ne riprende con il cellulare ogni momento; Charlotte, la ragazza amata dal nostro protagonista, che si preoccupa per lui e, rischiando il suo rancore, denuncia la folle impresa di Jonah.

Il libro è bello perché parla di adolescenti come noi. Inoltre è originale e fuori dagli schemi il modo di affrontare le difficoltà da parte di questo protagonista carismatico che riesce a convincere, con il suo solo esempio, una serie di personaggi ad imitarne le imprese.

A questo possiamo aggiungere che sono descritti in modo molto efficace i rapporti famigliari controversi, specialmente il rapporto tra genitori e figli.

Jonah è sicuramente un personaggio positivo che, pur sbagliando le modalità, agisce in modo altruista.

La struttura del romanzo è fluida e il linguaggio è scorrevole e vicino a quello di noi giovani.

Il gruppo di lavoro della Giuria dei Lettori

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