L’occhio del corvo
Shane Peacock
Parte un po’ lentamente, ma poi piano piano, un particolare dopo l’altro, il libro trascina sempre più dentro la storia coinvolgendo il lettore in una atmosfera piena di mistero.
Scopriamo così come è nato il più famoso investigatore della storia, come si è formata la sua passione per la soluzione dei crimini, in che modo ha imparato ad usare l’occhio e la mente per guidare il suo ragionamento.
Sherlock Holmes ha poca voglia di studiare: preferisce aggirarsi nei quartieri bassi di Londra, quelli a sud del Tamigi, per osservare le persone e dedurre le loro attività e il loro stile di vita. Lui guarda proprio come i corvi, adotta il loro sguardo per raccogliere e collegare un indizio dopo l’altro. Poi ricorda, collega e trae le sue conclusioni.
Sherlock è un adolescente coraggioso, intraprendente, con una grandissima senso della giustizia che lo porta a trovarsi coinvolto in una vicenda di omicidio per salvare un innocente, un giovane arabo che la polizia vuol trasformare in facile capro espiatorio.
Ma il libro è interessante anche per altri aspetti.
I personaggi sono vari e caratterizzati in modo convincente e dettagliato.
Mamma Rose e Irene sono due donne coraggiose, anticonformiste, fiduciose e decise, che non si arrendono nemmeno quando la loro vita è in pericolo.
Malefactor, prima antagonista, poi alleato, è duro e protettivo con la sua banda di irregolari ma dolce e quasi geloso con Irene.
Inoltre è interessante l’ambientazione.
La storia si sviluppa nella città di Londra, magnifica e orribile, ricca e miserabile, tra ricchi palazzi e sporchissime topaie, strade pericolose e piazze dove si possono incontrare personaggi famosi.
Il libro, scritto in prima persona, è molto scorrevole e alterna momenti d’azione a fasi più introspettive e riflessive, come si addice al nostro detective.
È una lettura coinvolgente e piacevole, appassionante e avvincente che consigliamo a tutti coloro che amano perdersi dentro le pagine di un libro.
Il gruppo di lavoro della Giuria dei Lettori