lunedì 22 marzo 2010

La giuria dei Genitori ha scelto


“LE LACRIME DELL'ASSASSINO”
Abbiamo scelto questo libro fra tutti perchè, pur essendo una storia estrema, lontana dalle nostre
esperienze quotidiane, risulta essere credibile e coinvolgente perchè tratta di sentimenti e di relazioni fra
le persone.
Ciò che all’inizio sconcerta il lettore, cioè la freddezza dell’ambientazione, la spietatezza dell’assassino e
l’apparente rassegnazione del bambino, in realtà risulterà essere il punto di partenza di una vicenda che
porterà i due protagonisti a scoprire la forza del sentimento che li lega.
Ci è piaciuta molto la forza dell'innocenza del bambino che riesce a trasformare l'assassino, freddo e
spietato, in persona che sa amare e sacrificarsi.
Il libro esalta la trasformazione di due persone che si sono perse perchè non hanno mai avuto esperienza
di affetto e amore; sentimenti, questi ultimi, che invece entrano prepotentemente nella vita di entrambi
dopo il loro incontro e che daranno origine la loro rinascita.
Abbiamo inoltre apprezzato anche la forte intensità emotiva del linguaggio che risulta scorrevole senza
essere scontato.
Regaleremmo questo libro ai nostri figli per il messaggio positivo che in esso è contenuto:
non bisogna fermarsi davanti all'apparenza ma guardare alle persone credendo nella possibilità del
riscatto.

Il giardino segreto

“Il giardino segreto” è un classico che mi è piaciuto leggere, ma che non ho trovato particolarmente coinvolgente. E’ stato scritto molto tempo fa e questo si riscontra anche nel linguaggio e nella forma usata dall’autore nel narrare i fatti. Per alcuni questo potrebbe essere un pregio, io l’ho trovato invece un po’ pesante, anche se la storia è interessante.
Il libro racconta di una bambina, Mary, che non ha mai conosciuto l’amore e l’affetto dei familiari, sia quando ancora aveva i genitori, che però la lasciavano sola alle cure di domestiche fredde, sia quando rimase orfana e senza nessuno che potesse prendersi cura di lei. Perciò fu mandata nella casa di suo zio in Inghilterra, in una situazione completamente diversa da quella dell’India in cui era nata.
Qui, però, Mary non incontra suo zio, un personaggio misterioso che per buona parte del racconto rimane marginale; ma, affronta la sua solitudine grazie all’aiuto di un amico molto speciale, che l’aiuterà a “restaurare” e a ridare vita a un giardino segreto abbandonato da tempo.
In questo modo, vediamo migliorare l’umore e lo spirito della bambina, a contatto con la natura e la libertà di una vita non condizionata da troppi domestici e governanti, come invece era stata abituata.
La natura le infonde allegria e finalmente Mary scopre il valore dell’amicizia, capisce cosa vuol dire voler bene e comprende che ogni piccola cosa, fiore o albero che sia, ha un valore e va curata.
Nonostante il libro sia datato, trovo infine che la storia sia riconducibile anche ad una situazione più recente e soprattutto contiene un messaggio che definirei “senza tempo”: una persona, anche se parte da una situazione difficile può riuscire a sorridere, può rendersi conto dei propri difetti e cambiare, migliorare; ciò vale anche per una persona vanitosa o che ha sempre valutato gli altri senza giudicare sé stessa, come faceva Mary.
È soprattutto questo aspetto a rendere il libro interessante e lo consiglierei a tutti coloro che amano i vecchi classici.
Bianca Illari Lui 1AS, Alice Martinelli 1LA

Mio fratello Simple

“Prima di tutto viene la paura. Poi la pena. Poi lo sconcerto. Poi l'accettazione. E infine l'amore assoluto.”
Kleber, un diciassettenne determinato e di buon animo vuole trovare una sistemazione per sé e il fratello Simple, un “idiota”, così definito perché ritardato mentale. I ragazzi trovano un appartamento abitato da un gruppo di studenti. Sconvolgendo la vita dei coinquilini, tra pianti, risate, malintesi e buffi equivoci, tutti i ragazzi dell'appartamento troveranno in Simple l'ancora di salvezza per il loro futuro.
I pregiudizi su Simple, ragazzo ventitreenne ritardato mentale, sono molti: Simple suscita pena e sconcerto, ma allo stesso tempo suscita negli altri senso di protezione e amore e questo lo salverà in diverse situazioni difficili che si troverà ad affrontare.
In tutti i personaggi che vivono vicino a Simple maturano sentimenti importanti, ad esempio l'accettazione da parte dei coinquilini, l'amore che suo fratello gli dimostra giorno dopo giorno.
E così cresce, si fa per dire, anche il “piccolo” Simple insieme a Migliotiglio, il suo tenero coniglietto, a volte il suo unico vero amico. Un libro pieno di comprensione verso le persone diverse, ma spesso migliori di noi.
Paraluppi Annalaura 1AS

Il buco nel rumore

Todd, un ragazzino ormai più che 12enne, un quasi uomo per gli abitanti di New World, vive nella sua città di solo maschi e riesce a leggere nel pensiero di tutti, sapendo in ogni momento quello che a loro frulla per la testa; è in grado cioè di ascoltare, come tutti, il loro “rumore”. Un giorno, però, fa un incontro inaspettato, avverte un “buco nel rumore”: il silenzio. Si accorge infatti, nella palude della città, della presenza di una persona, di un qualcosa vicino a lui di cui, però, non riesce a percepire niente. Questo incontro, inizialmente terrificante, ma di cui poi non riuscirà a fare a meno, lo porterà a scoprire tutto quello che non gli avevano mai detto della sua vita e della realtà in cui vive. Attraverso una fuga dalla sua città, attraversa il suo mondo, New World, alla ricerca della speranza. Questo libro mi ha fatto capire che non sempre va tutto per il verso giusto e che non sempre la strada che stiamo percorrendo è quella esatta, ma che non bisogna mai perdere la speranza, né nella solitudine o nella malattia, né in altre situazioni difficili, ma che invece bisogna alzarsi e “correre” per superare al meglio tutti gli ostacoli che ti si pongono davanti. Molto significativa al riguardo è questa frase: “Vita vuol dire correre e forse quando smetti di correre è perché ti accorgi che la vita è finita”.
Barbara Daolio 1AS

La rivoluzione non è un pranzo di gala

Yang Chang Compestine, in questo interessante romanzo, mescola i suoi ricordi di bambina e la sua fantasia creando un racconto avvincente, ambientato nella Cina rivoluzionaria degli anni ’70.
La protagonista di questo romanzo è Ling: una bambina felice, spensierata con una bella famiglia e una casa accogliente, ma presto la rivoluzione nel suo Paese le rovinerà la vita: verrà considerata “borghese” e per questo non le rimarranno più amici. A suo padre, che ha idee contrarie al presidente Mao, verrà impedito di lavorare e dopo poco tempo verrà anche portato in carcere. La stessa sorte toccherà ai suoi adorati vicini che verranno, invece, portati in un campo di lavoro. La privazione della libertà e le sofferenze che ne conseguono, portano Ling a crescere molto velocemente. Si rivelerà così una ragazzina molto forte interiormente, sempre pronta a proteggere la mamma che è l’unica persona che le rimane, difendendola e difendendosi dalle persone che le considerano controrivoluzionarie.
Questo libro, molto coinvolgente, può essere paragonato ad una scatola chiusa ricca di ricordi ed emozioni che possono essere riviste e sentite solo da chi riesce ad aprirla e a liberare le idee in essa intrappolate: dalla storia di una famiglia che riesce a superare il potere del presidente Mao e le sue idee rivoluzionarie, emergono la forza e la volontà, ma soprattutto l'amore e la speranza. Il lettore capisce così che con questi mezzi si può superare qualsiasi ostacolo.

Il figlio del cimitero


Il figlio del cimitero è una lettura davvero molto coinvolgente e intrigante. Narra una storia ricca di colpi di scena, in cui il protagonista, Nobody Owens, il “figlio del cimitero”, travolge con le sue imprese il lettore, che subito si immedesima nel personaggio. Molto particolare e affascinante risulta soprattutto l’ambientazione, che, come si può intuire dal titolo, è un cimitero. Ma non è un cimitero pauroso e tenebroso, come ci si aspetterebbe; ha, sì, una sfumatura un po’ buia, a volte triste e macabra, ma è soprattutto misterioso. E il mistero è stato, a mio parere, l’aspetto più coinvolgente di tutto il romanzo. Si tratta di un libro tutto da scoprire e molto originale: procedendo nella lettura, si diventa grandi insieme a Bod, il protagonista, un bambino appena nato che durante il racconto cresce e diventa un ragazzo adolescente come noi, coraggioso, simpatico, naturale e spontaneo.

Oltre all’originalità, l’autore è stato molto abile nell’inserire tra le pagine anche un po’ di ironia e nel rendere verosimile i discorsi dei defunti, nella lingua dell’epoca in cui sono morti. Questo ha reso il libro ancor più piacevole e per niente pesante.

Bianca Illari Lui 1AS,

Massimo Imperiali 1BI

le lacrime dell'assassino

Le lacrime dell’ assassino narra la storia di Pablo, un bambino che con la sua innocenza, riesce a cambiare la vita di un assassino, Angel, l’uomo che ha ucciso i suoi genitori, e a imparare ad amarlo come un padre. Questo libro colpisce profondamente la sfera emotiva e rende possibile immedesimarsi nei protagonisti e talvolta condividere il dolore che provano. Pablo è un bambino fragile, che ha perso tutto ed è desideroso di imparare, mentre Angel, prima spietato assassino, incontrando Pablo, piange per tutto il male che ha fatto e comprende di poter essere felice vivendo la sua vita con il bambino, l’unica persona al mondo che conta per lui. Il libro mi ha trasmesso tutto il dolore che ha provato Pablo e la disperazione di Angel nel non avere un futuro accanto al piccolo, a causa delle sue scelte passate. In Pablo si alternano momenti di sconforto e solitudine per la mancanza di sua madre, ma anche entusiasmo e curiosità per un mondo tutto da scoprire. Il libro mostra anche quanto l’amore che si prova per una persona possa cambiare la propria vita e le possa fare assumere un significato che prima non aveva.

Matilde Franzoni